
Letture
Una ampia proposta di letture per bambini, ragazzi ed adulti pensata per le scuole, le biblioteche e i momenti di incontro. Letture tra gli scaffali, in mezzo ai libri e nella natura. Letture per tutti i gusti, con la musica dal vivo o con la sola voce degli attori, nel suono tra gli alberi, ascoltando le foglie.
Leggere con Leggera, signora curiosa e sincera
Letture per piccoli di e con Anna Fascendini
Una signora in elegante gonnella si aggira per gli scaffali della biblioteca. Ogni tanto parla da sola, sfoglia strani libri colorati, canticchia qualcosa.
Poi finalmente si siede su di un grande cuscino ed inizia a leggere. Legge immagini, forme, suoni e parole; racconta storielle, storiacce e storione, pagine rubate alla migliore letteratura contemporanea per l'infanzia.
La parola scritta prende forma colorata per creare mondi di fantasia.
Sarà la curiosità dei bambini a portarli poi a sfogliare un'altra volta quegli stessi libri o altri mai aperti per lasciarsi affascinare da nuove storie. L'intervento, rivolto ai bambini da 1 a 5 anni, dura circa trenta minuti. Oltre alle tradizionali tecniche di narrazione e all'uso di oggetti animati, saranno anche le immagini e le figure del testo a divenire strumento di gioco per i bambini. Sono infatti le illustrazioni la porta attraverso la quale i più piccoli si avvicinano alla lettura, iniziandoli ad un rapporto nuovo con l'oggetto-libro e trasformandoli da subito in lettori veri e propri.
Il repertorio di letture può essere anche concordato precedentemente a seconda di esigenze particolari.
Una produzione ScarlattineTeatro Residenza Monte di Brianza
Fiabe e miti della tradizione mediterranea
Azione teatrale nella Natura di e con Michele Losi
Da un lavoro di ricerca e di scrittura di testi teatrali fatto nell'ambito di un laboratorio di teatro, musica e narrazione con i ragazzi della scuola media Leonardo Da Vinci di Brugherio, nasce un percorso di letture e laboratori teatrali dalle tradizioni del mondo mediterraneo. La struttura della fiaba, del mito, della leggenda e del racconto, l'epica classica a confronto con le gesta dei grandi cicli rinascimentali di tradizione bretone. Questi racconti sono narrazioni vive, un percorso da costruire di volta in volta, con il pubblico e con il paesaggio. Il cammino teatrale è inteso come una narrazione. Le tradizioni che andiamo a raccontare sono un sistema circolatorio che collega la vicenda individuale all'epica collettiva. L'orco con le penne, l'Odissea, l'Orlando Furioso, il Cavaliere Inesistente e il Visconte Dimezzato, diventano di volta in volta il centro di una narrazione sempre diversa e nuova.
Una produzione ScarlattineTeatro Residenza Monte di Brianza
La nera e altro di Dino Buzzati
lettura azione di Giulietta Debernardi e Alessandra dell'Atti
Una lettura ad opera di due attrici (registe) che non solo, in quanto lettura, interpreta la pagina, ma che diventa pure "mise en espace", "mise en place", colloca e opera cioè nello spazio, creando immagini-situazioni visive a seconda del luogo e in
rapporto ad esso. La prima volta è stato in Sardegna all'aperto, a Rebeccu, un paesino con un solo abitante rimasto che si anima con un festival estivo tra cinema e teatro. Ecco i riferimenti, riguardo a Dino Buzzati, lo scrittore scelto. Alessandra Dell'Atti ha come testi "Conigli sotto la luna" e "Il colombre" dalla Boutique del mistero e uno dei due di Giulietta Debernardi è quello della nave dispersa nel Triangolo delle Bermuda, appartenente a Incubi, che insieme a Crimini e misteri compone La "Nera". Si tratta di brani incentrati su tematiche centrali nell'opera di Buzzati: l'attesa come condizione esistenziale e il "nemico", inteso come inquietudine, come angoscia che pervade la coscienza dell'uomo contemporaneo nel suo affannoso correre, braccato fra trappole... "Come conigli noi stiamo sul prato, immobili, con la stessa inquietudine che ci avvelena. Dove è tesa la tagliola?". Riguardo l'attesa, destinata ad essere sempre delusa, Buzzati ha scritto che l'interesse per essa gli nacque dalla routine del lavoro di redazione (al Corriere della Sera) che lo occupò tutta la vita: "Molto spesso avevo l'impressione che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. E' un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, sopratutto se incasellati nell'esistenza a orario della città" Le due attrici hanno scelto di leggere con il pubblico di spalle, alternandosi in modo che a turno una delle due, quando non legge, crei una relazione visiva con gli spettatori, attraverso la presenza e i gesti che nascono da un rapporto con le parole e con la musica che fa da commento. Suoni e immagini (quelle di un video quando non si possono sfruttare quelle del contesto naturale) suggestionano per evocare e meglio esaltare il senso misterioso ed enigmatico dell'esistenza che emerge da questi brani, come un palpito, un intimo disagio,un turbamento sottile. Qualcuno ha scritto che Buzzati esamina l'uomo come possibilità e che scatena i fermenti fantastici dell'immaginazione e della fantasia facendo continuamente ricorso a simboli e allegorie ( che "non si spingono mai tanto in là da non poter poi essere ricondotti al reale" ) in un mondo popolato da mostri e larve... Qualcun altro ha scritto che nelle sue opere è costante una "struggente celebrazione della bellezza del creato in ogni suo aspetto sensibile " ... Dev'essere anche per questo che è avvenuta la "magia" a Rebeccu in Sardegna; nonostante l'angoscia, il senso dolente del vivere, la mania, il tormento, in lui prevalgono questa meraviglia, il mistero, l'arcano... "Buzzati si arresta sull'orlo del precipizio e leva gli occhi al cielo". E allora, durante la lettura-"messa in spazio" a Rebeccu verso il tramonto, le figure alternate delle due attrici si stagliavano contro l'orizzonte della grande vallata che spaziava al di sotto e conducevano lontano. Così lo stupore di fronte al silenzio degli uccelli che si libravano a stormo nel cielo disegnando linee impreviste e improvvise secondo il loro raggrupparsi e sciogliersi. Intanto la musica era quella dell'aria dell'attesa di Butterfly, eroina Pucciniana, "Un bel dì vedremo...", che accomuna tutti noi che nella vita ogni giorno continuiamo ad attendere quel certo bel dì. Così a piccoli passi si muoveva sul muretto di pietre antiche la giovane donna in bianco, quasi una sposa, sempre più diafana nel trascorrere del tempo, nello scivolare della luce dal tramonto nella notte che dilaga. Così l'altra in scuro correndo si succedeva a lei, ne riprendeva variava il percorso, il nostro sguardo la seguiva partecipe, "Un bel dì vedremo, spuntare un film di fumo...". Così il distinguersi iniziale e il finale unirsi dei due colori opposti, quando la parola cedeva finalmente al gesto soltanto, la voce taceva, riprendeva il suo posto il corpo.
Una produzione ScarlattineTeatro