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Spettacoli

King Lear

primo studio del King Lear - project - lo sguardo dal tramonto

una coproduzione
Laboratorio permanente di ricerca sull'arte dell'attore ScarlattineTeatro Residenza Monte di Brianza

Con il sostegno del Sistema Teatro Torino
Ed il contributo di:
Regione Piemonte, Regione Lombardia, Provincia di Lecco, Comune di Torino, Comune di Moncalieri, Etre - Fondazione Cariplo, Festival Teatro a Corte/Fondazione T.P.E., Compagnia Marco Gobetti, e la compagnia aerea maltese Air Malta
In collaborazione con BIENNALE DEMOCRAZIA e A.C.T.I (teatri indipendenti)

Tratto da "King Lear" di W. Shakespeare

REGIA di Domenico Castaldo
DRAMMATURGIA di Marco Gobetti e Domenico Castaldo
Assistente all regia Marta Laneri

CON
Peter Busuttil, Katia Capato, Giulietta de Bernardi, Alessandra Dell'Atti, Ruggero Dondi, Marco Gobetti, Francesca Netto, Joseph Scicluna.
E con il Coro dei Senatori.

LUCI: Matteo Lainati
SCENE ed OGGETTI: di Lab.Perm
VIDEO E MUSICHE di Francesca Bono e Fabio Ferrero
ORGANIZZAZIONE: LabPerm
PROMOZIONE: Iva Cukic, Fulvia Crotti

Supervisione al Progetto del Dott. Luigi Negro

ABITI di "King J. Lear" dell' ATELIER OMBRADIFOGLIA -Torino- collezione prim/estate '09

King J. Lear segue la trama del testo shakespeariano, trasferendo tutti i riferimenti dall’antico dramma al tempo attuale. “King” J. Lear non spartisce terreni, bensì ambiti di controllo finanziario. Il potere dell’informazione, della guerra, della persuasione tendenziosa di Edmund e delle figlie di Lear saranno il motore della vicenda, che prende vita e si sviluppa nella cornice di un set televisivo: per tre volte “in onda”, in tre diversi programmi TV, e durante due “intermezzi”, quando i riflettori si spengono e il mondo dei sommersi prende dal buio forma. Gli “intermezzi” mostrano, senza filtri, il mondo dei reietti, della fede e dell’amore tra le persone, del matto e del povero Tom (Edgar travestito).

Lo spettatore del King J. Lear si specchia nel coro dei “senatori”, presenza costante e partecipe ai TVSHOW di K.J.L.TV , e presenzierà anche esso al grottesco show, sospeso tra la realtà costruita dei mass-media e l’ardua credibilità del mondo tangibile.

È ancora possibile credere a quello che vediamo e tocchiamo? O la Verità è tutta nel mondo virtuale?

Le guerre, le morti e le tragedie riescono ancora a commuoverci, a unirci, a farci umani o sono solo immagini? Al nostro arbitrio crederci!

Il coro di senatori (attori anziani selezionati per il progetto) ha il compito di testimoniare e condurre il dramma ad una realtà oggettiva, come nella tragedia greca, ed intende essere il riflesso e la riflessione del cittadino, lo sguardo della polis, carico di disarmante ovvietà, semplice e diretto. La cruenta lotta tra le generazioni, i legami tra famiglia e controllo sono i temi attorno al quale il King J. Lear si sviluppa, per giungere infine, come in Shakespeare, al catartico atto tragico, che lascia intravedere, nell’alba di Edgar, iniziato alla vita attraverso il mondo della fede e dell’amore, la speranza e la via ad un potere insito all’uomo, avulso dal sopruso e dalla violenza.

Per saperne di più