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Spettacoli

Il giorno prima dell'inizio del mondo

Una produzione ScarlattineTeatro-Luna e Gnac- Michele Cremaschi
di e con Michele Cremaschi, Michele Eynard, Anna Fascendini, Federica Molteni
regia di Michele Eynard
Disegni di Michele Eynard e Alessandro Testa
Animazioni di Alessandro Testa
Consulenza coreografica Mirella Rosso
Costumi di Marinella Tasca
La voce di Dio è di Vadim Galytsin

la trama
La storia è ispirata a "La fabbrica delle farfalle" di Gioconda Belli e al fumetto "Trino" di Altan.

Siamo nei giorni che precedono la creazione del mondo. Lo spazio è popolato dai bozzetti in bianco e nero di tutto quello che esisterà. C'è una sorta di divinità che somiglia più ad una portinaia e che coordina questo mondo in costruzione. Deve renderne conto ad un imprenditore che ci mette i soldi. Diretti dipendenti della Portinaia sono i "disegnatori di tutte le cose" che hanno il compito di inventare l'aspetto del mondo, comprese tutte le creature viventi che lo popoleranno. Tra questi disegnatori c'è un gruppo di amici particolarmente trasgressivi che compiono esperimenti proibiti mescolando parti di diverse creature, alla ricerca di combinazioni stravaganti e sorprendenti, contravvenendo così alle "regole della creazione". Un giorno vengono colti in flagrante mentre progettano l'ippogrifo, e sono costretti a rimettersi in riga. D'ora in poi, se vorranno ancora creare potranno farlo solo nel noiosissimo "laboratorio 14", luogo destinato esclusivamente alla produzione dei miliardi di mosche che popoleranno la terra, e gestito da una specie di vecchio protobibliotecario ammuffito. Un disegnatore si ribella e viene licenziato. Un altro si adatta al nuovo lavoro e se lo fa piacere. Un terzo uccide i propri sogni e diventa una specie di automa. L'ultimo accetta il lavoro ma non riesce a smettere di inseguire il suo sogno nel casetto: il fiore che vola.
Alla fine la sua costanza viene premiata. È la sera del sesto giorno quando riesce fnalmente a inventare la farfalla, dando così ai suoi amici lo spunto per riappropriarsi dei propri sogni. Appena in tempo: il mondo cessa di essere uno story-board e diventa colorato e tridimensionale.

note di regia
Il tema centrale dello spettacolo sono le scelte di vita che ciascuno di noi è chiamato a fare, e lo sprone a ricercare il coraggio di perseguire le proprie ispirazioni piuttosto che piegarle alle circostanze. La possibilità di disegnare il mondo che ci piace piuttosto che farsi piacere quello che si è costretti a disegnare.
Abbiamo affrontato questo tema e questo contesto (nientemeno che la creazione del mondo!) con il gusto dell'ironia e della leggerezza, mettendo quasi involontariamente in evidenza i paradossi dell'ipotesi creazionista e di ogni dogmatismo, e divertendoci al contempo a stare al gioco, a credere che davvero ci fosse un piano, e che tutto fosse previsto da una mente superiore. Salvo poi scoprire che l'imprevisto è inevitabile ed è proprio ciò che rende il tutto così unico e interessante.

Il mondo in costruzione si presenta come una specie di lay-out, dove tutti gli elementi sono solo abbozzati. La scenografia è costituita essenzialmente dai corpi stessi degli attori e da una serie di pannelli mobili di diverse dimenzioni, sui quali vengono proiettati i disegni. Al movimento dei corpi è affidata di volta in volta la rappresentazione di ambienti, oggetti, animali, elementi naturali e stati d'animo. Questo impegna gli attori in una continua metamorfosi che restituisce al pubblico il senso della ricerca creativa di una forma. Il linguaggio usato è prevalentemente gestuale e visivo. Solo i dialoghi surreali tra la Portinaia e L'Imprenditore sono affidati alla parola. Moltissimo alla mimica e alla caratterizzazione fisica dei personaggi, che si ispirano alla gestualità dei film muti. Le immagini video sono disegni a matita che si compongono sullo schermo in tempo quasi reale per dare l'idea di questo mondo ancora solo abbozzato e in via di formazione. Un mondo ancora provvisorio, incompleto, dove tutto è ancora possibile purché non ci si fermi alle regole decise una volta per tutte, ma si abbia sempre il coraggio di cercare altre vie.

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